Non ho avuto tante occasioni di incontrare Etta e mai a lungo. Ma la voglio ricordare nella sua Bari, quando ci ha ospitato per il convegno Child, che a tutti era rimasto cosi' impresso per il modo in cui era stato organizzato splendidamente da Etta. Per quanto Bari fosse un po' lontano per tutti, nessuno si era tirato indietro, eravamo numerosi e sfido chiunque a non ricordare quella cena superba al ristorante e quella passeggiata piacevolissima nella Bari vecchia.
Etta era felice perche' tutti noi stavamo bene e scommetto che molti di noi sarebbero tornati volentieri di nuovo a Bari per un prossimo incontro Child.
Resta l'amarezza che non c'e' stato il tempo.

Daniela Vuri


Se penso a Etta, mi vengono in mente tre cose: la sua dolcezza, il suo coraggio, e la sua giovane eta'. In qualsiasi occasione, Etta era dolcissima, nel parlare di ricerca come nel parlare delle cose di tutti i giorni. Questa dolcezza permetteva alle persone intorno di esprimersi in liberta', senza sentirsi giudicati, in un clima intimo. Ed e' per questo che anche se ho incontrato Etta poche volte, mi sembra di conoscerla bene. Perche' in ogni occasione era cosi' semplice avvicinarsi a lei e comunicare con lei. L'ho vista a gennaio, per l'ultima volta, e nonostante la sua malattia, aveva gli occhi pieni di vita. Questa e' la seconda cosa che mi ha colpito tanto. Il suo coraggio. Di sorridere, di essere cosi' attiva, di essere cosi' dolce e "leggera" con tutti nonostante il peso che si portava dietro.
Infine, mi colpisce la sua giovane eta'. La sua giovane eta' per il meraviglioso curriculum, per essere conosciuta e rispettata da tutti. La sua giovane eta' per affrontare questa terribile malattia e per affrontarla con questa coraggiosa serenita'.

Chiara Pronzato


Etta era una collega, ma per me era soprattutto un'amica. Ed è così che mi piace ricordarla. Era un'amica speciale: si poteva discutere con lei dei più importanti temi sociali sui quali aveva una sensibilità non comune ma anche andare semplicemente a fare shopping. Era un'amica che adorava i bambini: parlava sempre dei suoi nipoti e la ricordo giocare e ridere con i miei figli. Era un'amica che con il suo sorriso trasmetteva serenità e dolcezza: se chiudo gli occhi sento ancora il suono della sua risata, la sua voglia di condividere con gli altri la sua vita. In questi ultimi due anni l'ho vista lottare contro la malattia e mi sono sempre chiesta dove trovasse tutta quella forza e quel coraggio. E' questo l'insegnamento più grande che mi ha lasciato: si può lottare con determinazione, senza rinunciare alla serenità ed alla dolcezza e con tanta umanità.
Etta, ci mancherai tanto.

Silvia Pasqua


Cari amici,
condivido le parole di Giuseppe essendo stato parte di quella bella (almeno per noi) esperienza.
Il 15 sera, quando ho appreso della morte, ero a Bari. Il funerale c'è stato il 16 pomeriggio alle 16 a Tricase, vicino a Santa Maria di Leuca, da dove Etta proveniva. Il 16 mattina dovevo essere a Roma a un convegno dove non potevo fare a meno di presenziare. L'unico modo per provare a farcela al funerale era guidare da Bari a Roma la notte del 15, fare il mio intervento al convegno la mattina del 16 e ripartire subito in auto per Tricase (con aereo o treno non ce l'avrei potuta fare). Guidando molto velocemente (spero che non mi ritirino la patente) ce l'ho fatta ad arrivare quando la funzione funebre stava per finire.
Volevo farcela: Etta era così importante per me che non me la sentivo di non esserci almeno a stringere le mani ai genitori e alle sorelle (e poi ero, almeno pro tempore, il suo direttore e c'è anche la responsabilità istituzionale).
Mi ha fatto una certa impressione entrare per la prima volta nella Chiesa Madre di Tricase per vedere quella bara di legno chiaro al centro e tanta tanta gente che a Etta ha voluto bene.
Nelle ore di guida dalla Puglia verso Roma e poi viceversa mi sono scorse davanti tante immagini di questi 10 anni in cui tanti momenti li ho vissuti insieme a Etta. Erano tutte immagini positive.
Stringere con la sinistra la mano della madre e con la destra quella del padre mi ha fatto molto bene. Loro avevano finito le lacrime, io no e quindi sembrava quasi che fossero loro a dover fare coraggio a me. Ho detto loro che Etta continua a vivere nel nostro ricordo e che il grande bene che ha fatto non andrà disperso.
L'intelligenza, la duttilità, la serietà, la determinazione, i modi gentili (faceva tutto con un sorriso sulle labbra), la grande dirittura morale sono qualità, che Etta aveva in massimo grado, cui aveva contribuito questa famiglia dotata di grande dignità e civismo che ce l'ha data. Lei era la primogenita di quattro figlie e si portava addosso un grande senso di responsabilità.
Spero che con l'aiuto di tutti voi si possa organizzare qualcosa per ricordare la memoria di Etta. Penso che sarebbe felice di vedere quanto era ben voluta.
Un abbraccio.

Giovanni Ferri


No one was more flattered with the Aldi Hagenaars Award, ever. I remember that at dinner she said 'thank you so much, I feel like queen for a day'

Tim Smeeding


That is terrible news. She was so lovely when she visited us in Luxembourg. I remember with pleasure (now sadness) how much joy she expressed over winning our 2007 Aldi award and about her visit in Luxembourg. I have a copy of the certificate that we gave her (at her request). I'll put one in the LIS office in remembrance.

Janet Gornick


I met Etta on several occasions over many years, and was always impressed by her as a researcher who was passionately interested in the questions on which she was working and in learning new things that could make her analysis deeper and even more convincing.
The questions on which she worked had a link (more or less direct) to social policy, and I have to believe this is because she really wanted to see economics contribute to bettering the lives of ordinary people.
I don’t remember ever having met a nicer and more sincere person inside or outside of the profession.
Our profession has lost a young and vibrant researcher, and the world has lost that rare individual who possesses sweetness, depth, and courage.

Chris Flinn


Etta era nella mia vita attraverso mia sorella Daniela.
Negli ultimi anni l'ho conosciuta più direttamente, Daniela mi aveva chiesto di aiutarla a Milano al San Raffaele dove c'erano le cure specifiche.
Da quel momento era diventata un'altra sorella per noi, ne parlavamo di continuo,cercavamodi combattere con lei.
Per quel poco che ho fatto, Etta mi ha mostrato una gratitudine enorme: in quei momenti ho imparato a conoscere la su a grazia, la sua discrezione e ho capito perchè era circondata da tanto amore.
Ho ammirato la sua famiglia, sempre con lei, non ha lasciato nulla di intentato, ha combattutto su tutti i fronti, con la ragione e la fede per salvarla.
Mi addolora oggi pensare che la sua vita è stata così breve da non poterle restituire le soddisfazioni professionali che il suo splendido lavoro avrebbe meritato.

Alessandra Del Boca


Anche io sono rimasta senza parole alla notizia della scomparsa di Etta, non sapevo della ripresa della malattia. L'ho conosciuta tanti anni fa ai famosi seminari sulle politiche per la famiglia che organizzammo al cnel e ricordo ancora quel suo sorriso mite, appena accennato e la sua gentilezza. Non ho mai lavorato con lei, ma ci siamo incontrate in qualche occasione ed è sempre stato un gran piacere fare due chiacchiere e confrontarsi sui lavori in corso. Anche io sento la necessità di ricordarla e di riflettere e confrontarci su qualche possibile iniziativa per ricordarla.

Paola Tanda


Non conoscevo bene Etta. L’ho conosciuta al workshop child di Bari e poi non ho avuto più occasione di reincontrarla. Nonostante io fossi nuova all’ambiente e ai temi di economia del lavoro, Etta è stata con me subito disponibile, gentile e interessata al mio lavoro. Mi è sembrata una persona aperta, soprattutto intellettualmente. I vostri ricordi mi confermano questa impressione.
La sua scomparsa mi ha lasciata senza parole.
Un caro abbraccio

Donata Favaro


Per Etta (15 settembre 2009)

Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato.
Hai seminato la terra della conoscenza
per raccogliere sorrisi dolci
e incanalare la forza delle idee.

Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato.
Hai aperto finestre di aria pura
per abbeverare chi aveva sete
e superare le imperfezioni.

Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato.
Hai disegnato paesaggi dorati
per ravvivare le coscienze assopite
e colmare spazi friabili.

Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato.
T’illumini la pace di un sonno giusto.

Giovanni Ferri


Etta l'ho conosciuta a Bari in occasione della mia adesione a CHILD, oramai vari anni orsono. Dal primo incontro mi è apparsa immediatamente una donna dotata di gentilezza e disponibilità non comuni, prodiga di incoraggiamenti e consigli preziosi per chi, come me, stava accingendosi a intraprendere la professione di economista.
Negli anni seguenti ho avuto modo di apprezzare e di imparare molto dai suoi eccellenti lavori di ricerca. Fu proprio lei a indirizzarmi verso lo studio dell'econometria applicata e a fornirmi i necessari riferimenti.
Conservo di lei l'email affettuosa che mi inviò mesi fa in occasione della nascita di mio figlio. Quando sarà grande gli parlerò di lei, del suo sguardo dolce e determinato, della sua intelligenza acuta e discreta, del suo coraggio incessante e della sua fede serena.
Addio carissima amica mia, che la terra ti sia lieve.

Valerio Filoso


Cara Daniela,
ho letto con profonda tristezza il tuo messaggio. Ho incontrato Etta poche volte ma l'ho sempre avuta nel cuore. Avendo perso mia mamma da pochi mesi dopo una lunga lotta contro un tumore al seno, sono doppiamente sconvolta dalla notizia. Di Etta ricordero' il buon umore e la voglia di vivere e di fare. Ti sono vicina in questo momento di dolore. Renata

Renata Bottazzi


Penso continuamente all'incontro di Child di Bari e alla fortuna che ha fatto sì che per un viaggio a Roma previsto al lunedì io potessi restare il fine settimana a Bari e fare con Etta il viaggio a Roma. Non so se tu conservi foto della nostra visita a Castel del Monte un luogo magico in cui per me lei resta sospesa.non riesco proprio a parlarne al passato e trovo che tutte le iniziative che possiamo prendere pensandola possano riportarci a lei. Posso solo dirti in più che nelle, purtroppo rare e preziosissime, occasioni in cui ho avuto il privilegio di incontrarla il suo volto si illuminava quando nominavamo te, Child e i progetti di ricerca. Credo che pensando a lei lo sforzo da profondere nella ricerca, almeno per quanto mi concerne, nella direzione che ci ha chiaramente indicato, sia da centuplicare.

Tindara Addabbo


Mi lega a Etta una sincera amicizia. Ogni occasione di incontro era un momento di piacevolissima condivisione. Parlando delle nostre ricerche era capace di infondere grande entusiasmo. Era sempre pronta ad aiutare dando suggerimenti molto perspicaci. Ci lascia una compagna di viaggio dolce e coraggiosa. Il suo esempio è un'eredità che spero di saper conquistare.

Federico Perali


Scrivo da ex-collega di Etta. Con lei ho condiviso tutto il mio periodo barese dal 1999 al 2005. Siamo arrivati quasi insieme a Bari come docenti e lei e' stata uno dei principali punti di riferimento per la costruzione di un vivace gruppo intellettuale barese di economisti. Con Etta e altri colleghi abbiamo avviato progetti di ricerca innovativi per tutti -- alcuni di questi sono stati pubblicati proprio nella serie di CHILD. Etta mi ha sempre colpito non solo per la sua intelligenza, ma anche per l'umilta' con cui si poneva di fronte ai problemi e per la caparbieta' nel fare ricerca. E' gran parte grazie a lei se siamo riusciti ad avviare un progetto sull'immigrazione illegale in Italia che proprio nei giorni scorsi e' arrivato in Banca Mondiale. La prima cosa che ho pensato e' che lei ne sarebbe stata entusiasta. Etta e' stata anche una grande amica. Quando si e' fuori sede si vive in una dimensione particolare nelle trasferte presso l'universita' dove si insegna e si fa ricerca. Per certi versi anche Etta era una "fuori sede" essendo lei di Tricase, cosi' abbiamo avuto modo di frequentarci e conoscerci meglio. Alla sintonia sulla ricerca si accompagnava anche una sintonia umana che rende la sua mancanza un vuoto molto profondo sebbene ci si sentisse ormai sempre piu' di rado.

Giuseppe De Arcangelis


Ho ripensato a quante volte ho inontrato Etta in occasione delle riunioni di CHILD, una nella sua bella Bari, poi a Torino, ai convegni ESPE e AIEL, quando a Milano abbiamo fatto parte insieme di una commissione di dottorato. Erano tanti anni che ci conoscevamo, il nostro era soprattutto un rapporto di lavoro, anche se non abbiamo mai scritto insieme. Era una ragazza gentile, calma e riservata, una bravissima economista. Non sapevo i particolari della sua malattia, mi ero convinta, l'ultima volta che l'avevo vista, che ormai risale sicuramemente a più di un anno fa (forse di più, non so), che l'avesse definitivamente debellata.

Ieri volevo subito rispondervi, appena l'ho saputo mi sono venuti i brividi, ho cominciato a scrivere un messaggio, ma poi ho preferito aspettare per ripensarla e fare riaffiorare alla memoria le tante occasioni in cui ci siamo incontrate.

Ricordarla nelle prossime occasioni di incontro a convegni e seminari mi sembra un'iniziativa spontanea, bella e sincera perché credo che tutti, sia chi la conosceva bene, sia chi meno bene, non possano che avere un ricordo di lei come di una persona dolce e sensibile oltre che professionalmente eccellente.

Un saluto a tutti

Gianna C. Giannelli

Tanti anni fa, forse quasi venti, Etta, che non conoscevo, mi mandò la bozza di un suo lavoro, probabilmente legato alla sua tesi di laurea.
Usava un campione locale di dati individuali per una analisi della partecipazione femminile. Era un lavoro serio, fatto forse con fin troppa passione per i miei gusti di allora, e con qualche vezzo anti-marginalista. Le risposi con un giudizio positivo ma anche con molte indicazioni critiche e un tono severo da maestro. Non dimenticherò mai la sua risposta piena di gratitudine e di garbo. Negli anni seguenti, ogni volta che la incontravo, mi accorgevo che poco a poco la mestra era diventata lei. Avrei voluto avere io quell'impasto raro di passione, serietà e dolcezza.

Ugo Colombino


Ho conosciuto Etta all'inizio. Aveva appena terminato la sua tesi di dottorato e stava ultimando il PhD in Inghilterra.
Allora si occupava di offerta di lavoro e di consumo. Per un po' di anni ha collaborato ad alcuni progetti di ricerca in Cattolica ed e' in quel periodo che ho avuto modo di conoscerla meglio.
Era brava, di un'intelligenza viva e curiosa. Era anche generosa, ricordo di averle mandato piu' volte dei tesisti per ricevere da lei consigli e un aiuto a cui non si sottraeva mai.
Mi piace ricordarla come un'economista del lavoro, anche se si e' occupata di molti altri temi, negli ultimi anni ci siamo incontrati brevemente in occasione di convegni e di seminari, e c'era sempre modo di scambiare due parole sugli interessi di ricerca ed altro.

Ho un ricordo di Etta come una persona molto dolce, ed è un grande dolore apprendere che ci ha lasciato così (troppo) presto.
Mi piacerebbe se CHILD, l'Università di Bari o qualsiasi altro ente, si attivasse per intitolare una borsa di studio per giovani ricercatori alla memoria di Etta. Credo che a Lei farebbe piacere.

Claudio Lucifora