Non ho avuto tante occasioni di incontrare Etta e mai a lungo. Ma la voglio ricordare nella sua Bari, quando ci ha ospitato per il convegno Child, che a tutti era rimasto cosi' impresso per il modo in cui era stato organizzato splendidamente da Etta. Per quanto Bari fosse un po'
lontano per tutti, nessuno si era tirato indietro, eravamo numerosi e sfido chiunque a non ricordare quella cena superba al ristorante e quella passeggiata piacevolissima nella Bari vecchia. Se penso a Etta, mi vengono in mente tre cose: la sua dolcezza, il suo coraggio, e la sua giovane eta'. In qualsiasi occasione, Etta era dolcissima, nel parlare di ricerca come nel parlare delle cose di tutti i giorni. Questa dolcezza permetteva alle persone intorno di esprimersi in liberta', senza sentirsi giudicati, in un clima intimo. Ed e' per questo che anche se ho incontrato Etta poche volte, mi sembra di conoscerla bene. Perche' in ogni occasione era cosi' semplice avvicinarsi a lei e comunicare con lei. L'ho vista a gennaio, per l'ultima volta, e nonostante la sua malattia, aveva gli occhi pieni di vita. Questa e' la seconda cosa che mi ha colpito tanto. Il suo coraggio. Di sorridere, di essere cosi' attiva, di essere cosi' dolce e "leggera" con tutti nonostante il peso che si portava dietro. Chiara Pronzato Etta era una collega, ma per me era soprattutto un'amica. Ed è così che mi piace ricordarla. Era un'amica speciale: si poteva discutere con lei dei più importanti temi sociali sui quali aveva una sensibilità non comune ma anche andare semplicemente a fare shopping. Era un'amica che adorava i bambini: parlava sempre dei suoi nipoti e la ricordo giocare e ridere con i miei figli. Era un'amica che con il suo sorriso trasmetteva serenità e dolcezza: se chiudo gli occhi sento ancora il suono della sua risata, la sua voglia di condividere con gli altri la sua vita. In questi ultimi due anni l'ho vista lottare contro la malattia e mi sono sempre chiesta dove trovasse tutta quella forza e quel coraggio. E' questo l'insegnamento più grande che mi ha lasciato: si può lottare con determinazione, senza rinunciare alla serenità ed alla dolcezza e con tanta umanità. Silvia Pasqua Cari amici, Giovanni Ferri No one was more flattered with the Aldi Hagenaars Award, ever. I remember that at dinner she said 'thank you so much, I feel like queen for a day' Tim Smeeding That is terrible news. She was so lovely when she visited us in Luxembourg. I remember with pleasure (now sadness) how much joy she expressed over winning our 2007 Aldi award and about her visit in Luxembourg. I have a copy of the certificate that we gave her (at her request). I'll put one in the LIS office in remembrance. Janet Gornick I met Etta on several occasions over many years, and was always impressed by her as a researcher who was passionately interested in the questions on which she was working and in learning new things that could make her analysis deeper and even more convincing. Chris Flinn Etta era nella mia vita attraverso mia sorella Daniela. Negli ultimi anni l'ho conosciuta più direttamente, Daniela mi aveva chiesto di aiutarla a Milano al San Raffaele dove c'erano le cure specifiche. Da quel momento era diventata un'altra sorella per noi, ne parlavamo di continuo,cercavamodi combattere con lei. Per quel poco che ho fatto, Etta mi ha mostrato una gratitudine enorme: in quei momenti ho imparato a conoscere la su a grazia, la sua discrezione e ho capito perchè era circondata da tanto amore. Ho ammirato la sua famiglia, sempre con lei, non ha lasciato nulla di intentato, ha combattutto su tutti i fronti, con la ragione e la fede per salvarla. Mi addolora oggi pensare che la sua vita è stata così breve da non poterle restituire le soddisfazioni professionali che il suo splendido lavoro avrebbe meritato. Alessandra Del Boca Anche io sono rimasta senza parole alla notizia della scomparsa di Etta, non sapevo della ripresa della malattia. L'ho conosciuta tanti anni fa ai famosi seminari sulle politiche per la famiglia che organizzammo al cnel e ricordo ancora quel suo sorriso mite, appena accennato e la sua gentilezza. Non ho mai lavorato con lei, ma ci siamo incontrate in qualche occasione ed è sempre stato un gran piacere fare due chiacchiere e confrontarsi sui lavori in corso. Anche io sento la necessità di ricordarla e di riflettere e confrontarci su qualche possibile iniziativa per ricordarla. Paola Tanda Non conoscevo bene Etta. L’ho conosciuta al workshop child di Bari e poi non ho avuto più occasione di reincontrarla. Nonostante io fossi nuova all’ambiente e ai temi di economia del lavoro, Etta è stata con me subito disponibile, gentile e interessata al mio lavoro. Mi è sembrata una persona aperta, soprattutto intellettualmente. I vostri ricordi mi confermano questa impressione. Per Etta (15 settembre 2009) Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato. Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato. Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato. Sei un fiore gentile. Sei un fiore profumato. Etta l'ho conosciuta a Bari in occasione della mia adesione a CHILD, oramai vari anni orsono. Dal primo incontro mi è apparsa immediatamente una donna dotata di gentilezza e disponibilità non comuni, prodiga di incoraggiamenti e consigli preziosi per chi, come me, stava accingendosi a intraprendere la professione di economista. Valerio Filoso Cara Daniela, Penso continuamente all'incontro di Child di Bari e alla fortuna che ha
fatto sì che per un viaggio a Roma previsto al lunedì io potessi restare
il fine settimana a Bari e fare con Etta il viaggio a Roma. Non so se tu
conservi foto della nostra visita a Castel del Monte un luogo magico in
cui per me lei resta sospesa.non riesco proprio a parlarne al passato e
trovo che tutte le iniziative che possiamo prendere pensandola possano
riportarci a lei. Posso solo dirti in più che nelle, purtroppo rare e
preziosissime, occasioni in cui ho avuto il privilegio di incontrarla il
suo volto si illuminava quando nominavamo te, Child e i progetti di
ricerca. Credo che pensando a lei lo sforzo da profondere nella ricerca,
almeno per quanto mi concerne, nella direzione che ci ha chiaramente indicato, sia da centuplicare. Mi lega a Etta una sincera amicizia. Ogni occasione di incontro era un momento di piacevolissima condivisione. Parlando delle nostre ricerche era capace di infondere grande entusiasmo. Era sempre pronta ad aiutare dando suggerimenti molto perspicaci. Ci lascia una compagna di viaggio dolce e coraggiosa. Il suo esempio è un'eredità che spero di saper conquistare. Federico Perali Scrivo da ex-collega di Etta. Con lei ho condiviso tutto il mio periodo barese dal 1999 al 2005. Siamo arrivati quasi insieme a Bari come docenti e lei e' stata uno dei principali punti di riferimento per la costruzione di un vivace gruppo intellettuale barese di economisti. Con Etta e altri colleghi abbiamo avviato progetti di ricerca innovativi per tutti -- alcuni di questi sono stati pubblicati proprio nella serie di CHILD. Etta mi ha sempre colpito non solo per la sua intelligenza, ma anche per l'umilta' con cui si poneva di fronte ai problemi e per la caparbieta' nel fare ricerca. E' gran parte grazie a lei se siamo riusciti ad avviare un progetto sull'immigrazione illegale in Italia che proprio nei giorni scorsi e' arrivato in Banca Mondiale. La prima cosa che ho pensato e' che lei ne sarebbe stata entusiasta. Etta e' stata anche una grande amica. Quando si e' fuori sede si vive in una dimensione particolare nelle trasferte presso l'universita' dove si insegna e si fa ricerca. Per certi versi anche Etta era una "fuori sede" essendo lei di Tricase, cosi' abbiamo avuto modo di frequentarci e conoscerci meglio. Alla sintonia sulla ricerca si accompagnava anche una sintonia umana che rende la sua mancanza un vuoto molto profondo sebbene ci si sentisse ormai sempre piu' di rado. Giuseppe De Arcangelis Ho ripensato a quante volte ho inontrato Etta in occasione delle riunioni di CHILD, una nella sua bella Bari, poi a Torino, ai convegni ESPE e AIEL, quando a Milano abbiamo fatto parte insieme di una commissione di dottorato. Erano tanti anni che ci conoscevamo, il nostro era soprattutto un rapporto di lavoro, anche se non abbiamo mai scritto insieme. Era una ragazza gentile, calma e riservata, una bravissima economista. Non sapevo i particolari della sua malattia, mi ero convinta, l'ultima volta che l'avevo vista, che ormai risale sicuramemente a più di un anno fa (forse di più, non so), che l'avesse definitivamente debellata. Ieri volevo subito rispondervi, appena l'ho saputo mi sono venuti i brividi, ho cominciato a scrivere un messaggio, ma poi ho preferito aspettare per ripensarla e fare riaffiorare alla memoria le tante occasioni in cui ci siamo incontrate. Ricordarla nelle prossime occasioni di incontro a convegni e seminari mi sembra un'iniziativa spontanea, bella e sincera perché credo che tutti, sia chi la conosceva bene, sia chi meno bene, non possano che avere un ricordo di lei come di una persona dolce e sensibile oltre che professionalmente eccellente. Un saluto a tutti Gianna C. Giannelli Tanti anni fa, forse quasi venti, Etta, che non conoscevo, mi mandò la bozza di un suo lavoro, probabilmente legato alla sua tesi di laurea. Ho conosciuto Etta all'inizio. Aveva appena terminato la sua tesi di dottorato e stava ultimando il PhD in Inghilterra. Ho un ricordo di Etta come una persona molto dolce, ed è un grande dolore apprendere che ci ha lasciato così (troppo) presto.
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